Frasi motivazionali tratte da film

Ci sono film che durano dall’inizio fino alla fine. Ci sono film che durano solo il tempo di un finale e ci sono film che continuano anche dopo i titoli di coda. Questi sono quei film intrisi di frasi, citazioni e spot talmente motivanti da cambiare la nostra vita. Di frasi motivanti ce ne sono davvero molte, e in questa pagina ti proponiamo una lista di bellissime frasi motivazionali tratte da film.

1. L’attimo fuggente

Robin Williams regala una delle sue interpretazioni più significative in questo film del 1989. Piazzato al 52° posto nella classifica dei film più commoventi di sempre, il film racconta le gesta di un insolito professore di letteratura e dei suoi alunni che, tra simboliche lezioni di poesia, imparano a conoscere se stessi. L’epilogo è drammatico per una serie di vicende ma il tasso motivazionale si mantiene imperturbato grazie alle perle di Williams aka John Keating che tra una lezione e l’altra di letteratura, insegna ad affrontare la vita. Non sappiamo perché Robin Williams sia così bravo nell’interpretare personaggi motivanti ma è certo che da Keating a Patch Adams, fino a Jakob il bugiardo, se il suo intento è quello di commuovere ed educare alla vita, ci riesce alla grande.
Le citazioni del film gli hanno valso un 95° posto nella classifica dell’AFI sui 100 film con migliori citazioni cinematografiche.

“Molti uomini hanno vita di quieta disperazione: non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno. Osate cambiare, cercate nuove strade” (John Keating)

” Coraggio, accostatevi! Ascoltate! Sentite? “Carpe”, “Carpe diem”, “Cogliete l’attimo, ragazzi”, Rendete straordinaria la vostra vita!” (John Keating)

2. Il curioso caso di Benjamin Button

Questo film del 2008, vincitore di 3 premi oscar, è un flashback lungo una vita. Quella di Benjamin Button, interpretato da un bravissimo Brad Pitt, nato con le patologie di un ottantenne e prossimo alla morte. Suo padre vuole gettarlo via, deluso da quel bambino deforme che aveva portato alla morte sua madre durante il parto ma non riesce nel suo intento, finendo con l’abbandonarlo sulle scale di una casa di riposo. Proprio qui verrà adottato dalla governante di colore che non ha mai potuto avere figli. Anno dopo anno, qualcosa di strano capita perché Benjamin non solo si riprende ma finisce con il ringiovanire, con tutti problemi del caso. La vita, l’amore e il dolore sono vissuti con gli occhi curiosi di un bambino nel corpo acciaccato di un anziano e con la maturità di un uomo rinchiuso in un infante.
Il senso di tutto questo? Vivere, nonostante tutto.

“Per essere quello che vuoi essere
Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi.
Puoi cambiare o rimanere come sei,
non esiste una regola in questo.
Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio.
Spero che tu viva tutto al meglio.
Spero che tu possa vedere cose sorprendenti.
Spero che tu possa avere emozioni sempre nuove
Spero che tu possa incontrare gente
con punti di vista diversi.
Spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita.
E se ti accorgi di non esserlo,
spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero” (Benjamin Button)

3. Forrest Gump

La panchina più famosa della storia del cinema è quella di Forrest Gump, film del 1994, che racconta le gesta straordinarie di un ragazzo con un ritardo mentale.
La sua vita si lega agli eventi storici del tempo grazie ad una serie di eventi fortunati che permettono a Forrest non solo di compiere il suo cammino senza sentire il peso della disabilità ma, anzi, di avvalorarsi dell’ingenuità e della spontaneità del suo carattere. La grande interpretazione di Tom Hanks ha reso tutto credibile e senza alcuna nota di emulazione. Forrest Gump colpisce per la sua unicità e il film guadagna fama e successo tanto da essere inserito al 76° posto nella lista dei film statunitensi più importanti della storia.
Corri Forrest, corri!

“I giorni dell’odio. Mamma diceva sempre: devi gettare il passato dietro di te prima di andare avanti.” (Forrest Gump)

“La vita ci insegna che bisogna fare il meglio che si può con quello che dio ti ha concesso.” (Madre di Forrest)

4. La ricerca della felicità

Film biografico ispirato a una storia vera, Chris Gardner è uno degli uomini più ricchi della terra che nei primi decenni della sua vita si trovò ad attraversare un lungo periodo di povertà e con un figlio a carico. Nonostante le privazioni decise di compiere un arduo percorso per diventare broker finanziario, senza casa, senza stipendio e senza auto. Il finale è conosciuto ed oggi Chris Gardner è il simbolo vivente della tenacia. Il film è una motivazione costante per stringere i denti e impegnarsi al limite delle proprie capacità e raggiungere i propri obiettivi.

“Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.” (Chris a suo figlio)

5. La vita è bella

Quanti film esistono sull’Olocausto che trattano l’argomento in maniera quasi ironica? Nessuno se escludiamo “La vita è bella”. Questo film del 1997 riesce a racchiudere in un sorriso lo sgomento e la disperazione di un’epoca.
Roberto Benigni interpreta magistralmente Guido Orefice, un libraio ebreo che vive tranquillamente la sua vita con la moglie Dora (Nicoletta Braschi) e suo figlio Giosuè.
Il nazismo rovina questo periodo felice e la deportazione avviene per tutte e tre ma Guido non perderà mai il senso dell’umorismo coinvolgendo anche il figlio, di soli 6 anni, in questo gigantesco gioco farsa che renderà tutto più sopportabile, anche nell’inspiegabilità della morte. Il film ha ricevuto oltre 40 premi tra cui 3 oscar di cui uno come miglior attore (un vero e proprio record per un attore italiano). “And the Oscar goes to… Roberto!”

“Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il suo regalo per me.” (Giosuè adulto)

6. Sette anime

Dopo il successo de “La ricerca della felicità” Gabriele Muccino e Will Smith ci riprovano ma con un’accoglienza più fredda. Eppure “Sette anime” è un film altamente motivante. La storia gira intorno a Tim Thomas, un ingegnere aerospaziale, che per una sua leggerezza alla guida provoca un incidente mortale per 7 persone, sua moglie inclusa. Al dolore segue un’intensa ricerca personale per riscattare la vita di queste persone. Pezzo dopo pezzo, riesce nel suo intento fino all’estremo sacrificio finale.
Questo film vuole insegnare a non comportarsi in maniera superficiale perché le conseguenze potrebbero essere tragiche, oltre a far capire il vero senso del bene e dell’altruismo.

“Dio ci ha messo sette giorni a creare il mondo. Io ci ho messo sette secondi a distruggere il mio.” (Tim Thomas)

“Chi ha la coscienza ha l’anima, chi ha l’anima si innamora.” (Tim Thomas)

7. Into the wild – Nelle terre selvagge

“Into the wild” è uno di quei film dove una trama intensa è arricchita da una colonna sonora calzante, una fotografia ispirata e un attore capace di trascinare lo spettatore in un mistico viaggio personale.
Christopher McCandless era un giovane americano che, una volta laureatosi, decise di partire per un lungo avventuroso viaggio attraverso l’America. Per due anni girò gli Stati Uniti senza soldi, senza mezzi, senza cibo, ma solo con una forza d’animo capace di spingerlo fino in Alaska, e qui trovare la morte.
Ciò che lascia in eredità è un taccuino, con gli appunti del suo viaggio e i pensieri ad alto tasso motivazionale.
Sean Penn riesce a catturare la magia di quest’avventura senza mai cadere nell’ovvietà. Questo film, come tutta la vita di McCandless, vuole essere un monito e una guida per la vita.

“Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila” (Christopher McCandless)

“la felicità è autentica solo se condivisa” (Christopher McCandless)

8. Il colore viola

“Il colore viola” è uno di quei film ad alto impatto emotivo, dove i temi del razzismo, della violenza e dell’abuso si intersecano in una trama che ha fatto incetta di premi nel 1985.
Protagonista è Celie, un’adolescente violentata dal padre (da cui ha avuto due figli subito allontanati) che viene data in moglie a un altro uomo burbero e violento. Tra canti gospel, botte e solitudine, Celie fa amicizia con altre donne che le daranno la forza di ribellarsi e riprendere in mano le redini della propria vita.
Secondo film per Whoopi Goldberg che, notata a Broadway da Spielberg, riesce a trasmettere tutta l’innocenza, l’ingenuità e la forza di una donna nera dei primi del Novecento.

“La vita finisce presto, il paradiso è eterno” (Celie Harris)

“Vuoi dire che Dio è vanitoso?
No, non è vanitoso. Vuole godersi le cose belle con noi. Io credo che Dio si incazza se tu, di fronte al colore viola di un campo di fiori, neanche te ne accorgi.” (Celie e Shug Avery)

9. La lunga strada verso casa

Cinque anni dopo, Whoopi Goldberg recita in un altro film importante per il genere anti-racism.
Ambientato nel 1955, “La lunga storia verso casa” è uno spaccato che ripercorre le vicende scaturite dallo storico gesto di Rosa Parks e della lotta afroamericana contro la segregazione razziale.
Odessa Cotter è una bambinaia che partecipa alla rivolta pacifica della comunità nera, che decide di boicottare i mezzi pubblici, e ogni giorno compie un lungo cammino che la porterà al lavoro dalla famiglia bianca e benestante dei Thompson. Con un marito sempre più preso dal razzismo e una moglie che, al contrario, si avvicina allo spirito antirazzista, decidendo di dare un passaggio ogni giorno a Odessa e altre donne nere, fino a un sentito epilogo che cambierà le sorti della storia sociale.
Il film vuole insegnare a tenere duro, ad aspettare e combattere per i propri diritti, senza violenza ma solo con la forza dei propri ideali.

“Siamo tutti spaventati. Che cos’è la che spaventa signorina Thompson, chi sei, o ciò che il signor Thompson vuole che tu sia?”

10. Il discorso del re

Vincitore di 4 premi Oscar, “Il discorso del re” ha una vena biografica e tratta le vicende di Re Giorgio VI (affetto da balbuzie) e del suo logopedista, Lionel Logue.
Affetto da una balbuzie che lo tiene lontano dagli impegni diplomatici e dai discorsi in pubblico, il principe Albert trova l’affetto nella sua famiglia fino a quando la moglie non lo convince a sottoporsi ad una serie di sedute con il logopedista Logue. Nascerà un rapporto che sfida l’etichetta e che porterà il principe Albert a conoscere la matrice del suo problema. La consacrazione del suo impegno arriverà quando incoronato come Re Giorgio VI, emetterà un fluido discorso commovente alla nazione, in diretta radio.
Un film da vedere per capire quanto conti impegno e costanza nella vita.

“Vi esorto solo a non farvi governare dalla paura.” (Lionel Logue)

11. V per Vendetta

Parlando di ideali, “V per Vendetta” è un film che ruota interamente intorno a questo tema. Ispiratore di intere generazioni, V è il personaggio di una realtà distopica ambientata nel Regno Unito. Qui, la dittatura si è instaurata in seguito a una serie di manipolazioni e consensi ottenuti con l’instaurazione di una paura dilagante. La popolazione inglese soccombe sotto un potere razzista, xenofobo e violento e trova l’elemento trascinatore in V, un eroe con la maschera di Guy Fawkes, cospiratore del Seicento che tentò di far saltare in aria il Parlamento inglese.
Scampato a un campo di concentramento che usava i detenuti come cavia, utilizzerà tutte le sue forze per rovesciare il Governo e offrire una speranza alla nazione.
Il film del 2015 dei fratelli Wachowski (gli stessi di Matrix per intenderci) con un pittoresco Hugo Weaving e una dolce ma forte Natalie Portman, ha innescato un tripudio di citazioni culto e memorabilità in tutto il mondo.

“Io sono il frutto di quello che mi è stato fatto. È il principio fondamentale dell’universo: a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” (V)

“Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è” (V)

12. Cinderella Man

Ispirato alla vera storia di James J. Braddock, “Cinderella Man” è un film del 2005 di Ron Howard.
Russel Crowe è Jim Braddock, promessa del pugilato costretto a ritirarsi a causa di una serie di infortuni che ne hanno minato la funzionalità del polso.
Il periodo storico è difficile dato che la Grande Depressione sembra aver tolto lavoro, soldi e ideali agli americani.
Braddock compie diversi lavori, alcuni degradanti, prima di agguantare al volo l’occasione della vita: un incontro con il numero due al mondo.
Ciò che doveva essere una sconfitta conclamata si rivelò una vittoria bruciante che rimescolò le carte in tavola, permettendo a Braddock di conquistare il titolo di campione mondiale dei pesi massimi.
Il film è una carica continua e ben rappresenta lo spirito di rivalsa che colpì la nazione americana, alla ricerca di uno sprono alla vita e di qualcuno che dimostrasse che il Sogno Americano esisteva ancora. Eccome se esisteva!

“Io devo credere di avere un po’ di potere sulla nostra vita!” (Jim Braddock)

“Credi che sia una novità per me, che la boxe sia pericolosa o cose del genere? Non credi che lavorare al porto di notte sulle impalcature ci si possa ammazzare lo stesso? L’altra notte quanti uomini che vivevano in baracche sono morti per risparmiare i soldi dell’affitto? Cercavano solo soldi per far mangiare la famiglia perché gente come te non ha ancora trovato il modo per fare soldi guardando quegli uomini morire. Nella mia professione, ed è la MIA professione, sono un po’ più fortunato” (Jim Braddock)

13. Rocky (saga)

Rocky (saga)

La saga di Rocky ha dell’incredibile. Partito da un’idea di un attore sconosciuto (Sylvester Stallone) e con un budget ridotto di solo un milione di dollari, riuscì a guadagnarne 225 milioni in tutto il mondo raggiungendo non solo la fama mondiale ma anche un importante capitolo nella storia della cinematografia.
Al 58° posto nella classifica dei film statunitensi più importanti, Rocky rappresenta la lotta continua e la vincita del bene sul male.
Protagonista è un pugile sconosciuto, buono ma povero, la sua fidanzata Adriana e un cognato burbero ma molto legato a lui.
L’opportunità della vita accade quando è chiamato a sfidare l’allora campione Apollo Creed. Tra allenamento, bicipiti infuocati, scalinate epocali e citazioni uniche, Rocky riesce a entrare nel cuore degli spettatori e a dare una grande lezione sportiva e non solo. Costretto a lottare contro gli avversari, la povertà, la ricchezza, la fama, la famiglia e se stesso, Rocky è la dimostrazione che il destino non dimentica i suoi figli e bisogna sempre guardare al futuro con ottimismo, anche nella più grigia delle situazioni.
Ma la vera forza di Rocky è la colonna sonora, definita una delle più belle della storia del cinema, capace di lanciarti in una sfrenata corsa con le Converse al grido di “The Eye of Tiger” mentre un crampo si impossessa del tuo intero corpo dopo 30 secondi ma continui dicendoti “non fa male, non fa male” e poco importa se sarà l’unica corsa della tua vita.

Ecco alcune frasi motivazionali tratte dalla saga di Rocky.

“No, forse non vincerò. Forse l’unica cosa che potrò fare sarà quello di rendergli la vita difficile. Ma per battere me, dovrà riuscire ad uccidermi, e per uccidermi dovrà avere il fegato di stare di fronte a me. E per fare questo, dovrà essere pronto a morire anche lui. E io non so se sia disposto a farlo… non lo so.” (Rocky IV)

“Quando sono venuto qui non sapevo cosa mi aspettava. Ho visto che molta gente mi odiava ed io… ed io… non sapevo… non sapevo come la dovevo prendere. Poi ho capito che neanche voi mi piacevate, ma durante questo incontro ho visto cambiare le cose: cioè quello che provavate per me e quello che io provavo per voi! Sul ring eravamo in due disposti ad ucciderci l’un l’altro, ma penso che è meglio così che milioni di persone! Però quello che sto cercando di dire è che se io posso cambiare, e voi potete cambiare… tutto il mondo può cambiare!” (Rocky IV)

“E se credi di essere forte lo devi dimostrare! Perché un uomo vince solo se sa resistere!” (Rocky Balboa)

14. Il sapore della vittoria – Uniti si vince

Un film sportivo dalla vera biografica è “Il sapore della vittoria – Uniti si vince” che è ispirato dalla storia del Liceo T.C. Williams di Alexandria e della sua squadra di football.
Stremata dal razzismo imperante, Bill Yoast decide di ritirarsi dalla sua carica di allenatore, cedendo il posto a Herman Boone (Denzel Washington).
L’atmosfera non è delle migliori e la squadra dovrà lavorare sullo spirito di unione per affermarsi nel campionato.
Quando tutto sembra andare per il meglio, un dramma ne minerà l’equilibrio precario ma grazie al sostegno collettivo, la squadra riuscirà a raggiungere una storica rimonta colpendo dritto nel segno.
Ciò che si percepisce nel film è una sportività che carica la mente e sprona il fisico. L’esempio di Gerry Bertier, inoltre, è di grande insegnamento per continuare a fare ciò che più ama anche quando è in difficoltà, perché è la passione che lo fa sentire vivo e nessuno dovrebbe rinunciarci mai.

“Nella mitologia greca i Titani erano superiori agli stessi dei. Dominavano l’universo con potere assoluto. Be’, quel campo da football là fuori è il nostro universo. Dominiamolo da veri Titani.” (Herman Boone)

15. Yes Man

Cosa accadrebbe se improvvisamente la tua vita fosse influenzata da un “sì”?
Jim Carrey lo ha sperimentato interpretando Carl Allen, un uomo sulla crisi di una depressone a causa della sua vita che sembra polverizzarsi in ogni suo ambito. Senza amore, senza un lavoro gratificante e senza amici, la sua vita cambia dopo un seminario che lo sfida a dire sempre sì.
Carl si ritroverà a fare cose che non avrebbe mai pensato di fare ma non solo. La sua apertura lo porterà a ricevere promozioni al lavoro, a stringere amicizie impossibili, a trovare un nuovo amore. Tutto sembra scorrere per il meglio fino a quando il suo privato avrà ripercussioni per tutti quei sì e finalmente Carl dovrà fare una scelta sincera.
“Yes Man” riporta la visione del mondo su un piano diverso e ci fa capire quanto contino le scelte e le dirette conseguenze. La prima parte del film sembra ti spinga a dire sì a qualsivoglia esperienza ma sul finale riporta tutto ad un realismo onesto, perché un sì è importante ma anche il no ha il suo valore.

“Io voglio che voi invitiate il “sì” nella vostra vita, perché il “sì”, a sua volta, vi risponderà sì! Quando voi dite sì, entrate nella sfera del possibile!” (Terrence Bundley)

“Tu dici no alla vita, quindi non stai vivendo!” (Terrence Bundley)

16. Un sogno per domani

Un film altamente empatico e con un finale tragico ma significativo, “Un sogno per domani” tratta l’argomento delicato del fare agli altri ciò che noi vorremmo che gli altri facessero per noi. In poche parole è il principio della buona azione a guidare il piccolo Trevor, spinto dal suo professore, che quotidianamente cerca di rendersi utile e aiutare il prossimo.
Le sue gesta innescano un ciclo di positività che cambia il suo vivere e quello delle persone che lo circondano fino a una conclusione amara.
“Un sogno per domani” motiva a dare sempre il meglio di sé anche quando il destino sembra aver calcato la mano con la negatività.

“Per me certe persone hanno troppa paura per pensare che le cose possono essere diverse e, insomma, il mondo, il mondo non è tutto quanto merda. Ma credo che sia difficile, per certa gente, che è abituata alle cose così come sono, anche se sono brutte, cambiare e le persone si arrendono e, quando lo fanno poi tutti, tutti ci perdono!” (Trevor)

17. In&out

Sono molti i film comici con lieto fine e motivi d’ispirazione ma In&Out è diverso. E non perché il protagonista si scopre gay.
Questo film del 1997 è riuscito a oltrepassare le barriere degli Oscar, solitamente schizzinose nei confronti delle commedie leggere, rivelando la sua essenza pura e semplice. Icona di una generazione e del fenomeno sociale del coming out, il film percorre le gesta di Howard Brackett, maturo professore di letteratura inglese vicino al matrimonio. Tutto cambia quando Cameron Drake, suo ex studente, vince l’Oscar come miglior attore e ringrazia Brackett, rivelando la sua omosessualità. L’indignazione prima e l’accettazione poi, porteranno il protagonista a rendersi conto di ciò che davvero è, non prima di una serie di prove divertenti.

“Peter: Io sono gay.
Howard: Tu che?
Peter: Sono gay, gay dichiarato.
Howard: A chi?
Peter: A chi? A tutti quanti! Ai miei genitori… al mio capo… al mio cane. Sai, un giorno mi è scattato qualcosa. Ero stufo di scambiare i pronomi e di ricordarmi di tenere bassa la voce, non ce la facevo più a mentire alle persone che amo. Ti suona familiare?
Howard: … No!
Peter: E così ho detto semplicemente “mamma…”, “papà…”, “Rin tin tin…” sono gay!
Howard: Cos’è successo?
Peter: Be’, mia madre ha pianto… esattamente per dieci secondi. Il mio capo ha detto “chi se ne frega” e mio padre ha detto “ma sei così alto!”.”

18. Precious

Precious è una ragazza che a discapito del nome non è affatto preziosa, né per sua madre, né per se stessa.
Seriamente obesa, incinta di suo padre e al limite dell’analfabetismo, procede con la sua vita in uno stato di stasi. Nella sua fantasia finge una vita diversa, i cui colori contrastano enormemente con il grigiore del suo quotidiano. Sua madre la maltratta e la umilia, la scuola si disinteressa di lei e decide di indirizzarla ad una scuola speciale dove Precious troverà amiche e un aiuto speciale: l’insegnante Blu Rain.
In un cammino complesso e tortuoso, Precious riesce a raggiungere l’autoconsapevolezza e ad amarsi come mai prima.
Proprio qui si nasconde la motivazione trascinante del film: spingere.
“Push” è il nome del romanzo da cui è tratto il film ed è questo che Precious compie ogni giorno. Spingere via l’odio, il male, la solitudine, la cattiveria. Spingere quanto di brutto la opprime, spingere fino a quando tutto è lontano e finalmente… respirare.
Vincitore di 2 premi Oscar, Precious riesce a penetrare nella sensibilità dello spettatore e a farlo lottare con lei. Perchè la felicità è un dono che meritano tutti, ma i buoni un po’ di più.

“Certi hanno una luce attorno che illumina anche le altre persone. Penso che forse alcuni di loro stavano in un tunnel e in quel tunnel forse l’unica luce che avevano stava dentro di loro. E poi, anche tanto tempo dopo che sono usciti dal tunnel, continuano a splendere per tutti gli altri.” (Precious)

19. The Danish Girl

The Danish Girl è un film del 2015 con Eddie Redmayne e Alicia Vikander nei ruoli di Einar e Gerda Wegener. Questi due pittori danesi sono realmente esistiti e hanno una scritto una pagina importante della storia della transessualità. Einar è un pittore famoso specializzato in paesaggi e sua moglie una pittrice che non ha ancora sfondato ma che ama ritrarre volti e personaggi. Tutto cambia quando per esigenze modellistiche Einar posa in abiti femminili per Gerda. Il contatto con quei tessuti, il trucco sul suo volto e le scarpe strette e affusolate, smuovono un lato nascosto di Einar. La moglie stimola questo suo lato, prendendolo come un gioco ma per Einar non è così. Il suo alter ego Lili Elbe, lo porterà ad un difficile viaggio personale rendendola di fatto, una delle prime transessuali della storia.
La ricerca di completezza e interventi chirurgici approssimativi e pericolosi portarono Lili alla morte, a causa delle complicazioni in seguito al trapianto di utero.
L’esempio di Lili Elbe è forte e rivoluzionario, protagonista di una battaglia perpetuata ancora oggi.

“Ti amo. Sei l’unica persona che ha dato senso alla mia vita e mi hai resa possibile” (Einar/Lili)

20. Vita di Pi

Un caso letterario tramutato in film, Vita di Pi è altamente motivazionale per la sua simbologia profonda che istiga lo spettatore ad assumere il concetto e reinterpretarlo in maniera soggettiva
Unico protagonista è Piscine Molitor Patel, adolescente in procinto di partire dall’India per il Canada. Il motivo del trasferimento è una situazione economica difficoltosa che spinge la famiglia a chiudere il loro zoo di proprietà e imbarcare tutti gli animali, speranzosi di venderli nella nuova terra e cercare un nuovo lavoro.
Durante il viaggio un’improvvisa tempesta affonda la nave, lasciando vivi solo Pi, la tigre, una iena, un orango e una zebra. Le vicende che Pi dovrà affrontare sono irreali e lo spettatore è spinto a pensare sia tutto frutto della fantasia del narratore, fino al finale. Ciò che sembrava un racconto diviene una parabola e l’incipit del film viene finalmente compreso. E che non ti svelerò.

“…perché voler credere in tutto allo stesso momento corrisponde esattamente a non credere in niente. […] Ascoltami, invece di saltellare continuamente da una religione all’altra perché non cominci con la ragione? In poche centinaia di anni la scienza ci ha fatto capire l’Universo più di quanto la religione non abbia fatto in diecimila anni. […] Sì, alcuni mangiano carne, altri mangiano verdure, non mi aspettano che tutti concordino su tutto ma preferisco che tu creda in qualcosa con cui io non concordo piuttosto che accettare tutto ciecamente, e questo, comincia col pensare razionalmente…” (Padre di Pi)

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Questi sono solo pochi film motivazionali che hanno segnato un’epoca, una storia o semplicemente la vita di un telespettatore. La loro forza e la solidità dei loro ideali hanno spinto migliaia di persone a tenere duro, svelarsi o vivere a testa alta ogni giorno, aspettando la loro occasione di felicità.

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