Concepire e porre in atto un pensiero di vendetta significa essere presi da un violento accesso di febbre, che però passa. Ma avere un pensiero di vendetta senza la forza e il coraggio di porlo in atto, significa portarsi addosso una sofferenza cronica, un avvelenamento del corpo e dell’anima.
La morale, che tiene conto solo delle intenzioni, giudica i due casi in modo uguale. Comunemente si giudica il primo caso peggiore (a causa delle cattive conseguenze che l’azione della vendetta porta facilmente con sé). Entrambe le valutazioni sono miopi.